Con la collaborazione della D.ssa Halyna Maletska, psicopedagogista
Valutare l’accumulo di calcio e di calcificazioni nelle arterie, all’interno del tessuto mammario, sono ottimi indicatori della salute cardiovascolare generale e di quella oncologica al seno, in particolare. E questo potrebbe essere il futuro della prevenzione primaria al femminile.
Come è possibile?
Misurando la quantità di calcio presente nelle arterie, all’interno del tessuto mammario, in contemporanea all’individuazione di eventuali formazioni neoplastiche, l’Intelligenza Artificiale riesce a valutare questi vasi sanguigni come rappresentativi del benessere dell’albero circolatorio corporeo e, di conseguenza, quali indicatori dello stato delle coronarie che alimentano il cuore.
In questo modo si può prevenire l’infarto e la formazione di tumori al seno con una semplice mammografia, letta appunto, in contemporanea, dall’Intelligenza Artificiale.
A lanciare l’affascinante ipotesi, partendo dal fatto che, in effetti, i controlli mammografici vengono effettuati di routine tra i 50 e i 69 anni d’età, è una ricerca coordinata dal Prof. Theo Dapamede dell’Emory University di Atlanta, e resa nota in occasione del recente Congresso dell’American College of Cardiology.
In genere, i radiologi concentrano l’attenzione sulle immagini relative al parenchima del seno e tendono a considerare meno significative le calcificazioni presenti a livello dell’arteria mammaria.
Grazie a un’innovativa tecnica di analisi delle immagini, basata sull’IA, la ricerca si potrà focalizzare sulle calcificazioni dell’arteria mammaria, con conseguente traduzione dei risultati in un punteggio di rischio cardiovascolare indicato come alto, intermedio o basso.
Il valore dello screening cardio-oncologico
Secondo alcuni studi, le donne che presentano accumuli fuori norma di calcio nelle due arterie mammarie presentano un rischio di ictus e di patologie cardiovascolari innalzato del 51% rispetto alla media.
Quindi, questo potenziale segno di problematiche circolatorie va indagato, visto che può aiutare a definire un eventuale rischio futuro.
Una decina di esperti radiologi americani, coordinati dal Prof. Dapamede, hanno addestrato un sistema di “Deep Learning” in grado di segmentare i vasi calcificati, provenienti dalle immagini mammografiche in cui appaiono ai raggi X come pixel luminosi, fino a calcolare il rischio di eventi cardiovascolari incrociando i dati mammografici con quelli contenuti nella cartella clinica della paziente. L’approccio di segmentazione è la novità di questo studio che si è basato sull’inserimento di informazioni per l’addestramento del sistema, e il successivo test relativo a immagini e cartelle cliniche, di oltre 56.000 donne sottoposte a mammografia cardio-oncologica, con almeno cinque anni di monitoraggio.
Stando alla ricerca, il modello ha caratterizzato bene il rischio cardiovascolare delle pazienti come basso, moderato o elevato in base alle individuali immagini mammografiche. Dopo aver calcolato il rischio di infarto acuto, ictus o insufficienza cardiaca a due e cinque anni, il modello ha mostrato che il tasso di questi gravi eventi cardiovascolari aumentava in relazione alla densità e al livello di calcificazione dell’arteria mammaria nelle donne under-60 e under-80, senza significatività oltre quest’ultima soglia anagrafica.
Il che significa che potenzialmente questo approccio di screening potrebbe rivelarsi particolarmente utile nelle donne più giovani, cioè le cinquantenni. È stato inoltre sottolineato che, in relazione ai valori più elevati di calcificazione, si è individuato un periodo temporalmente inferiore ai cinque anni di sopravvivenza libera da eventi cardiaci, in confronto a quella osservata nelle donne con modestissime lesioni arteriose.
Strategie al femminile
Il modello di Intelligenza Artificiale che è stato sviluppato in collaborazione tra le aziende biotecnologiche Emory Healthcare e Mayo Clinic non è ancora attualmente disponibile per l’impiego clinico diffuso, come riporta una nota dell’Università di Atlanta presso cui è stato ottimizzato. Si è in attesa, infatti, dell’autorizzazione da parte della Food and Drug Administration statunitense, in modo avere da poter avere, si spera in tempi brevi, una metodica utile a definire il rischio di infarto e di neoplasia al femminile.
“Il nostro studio ha dimostrato che la calcificazione arteriosa del seno è un buon predittore di patologie cardiovascolari e oncologiche, soprattutto nelle pazienti di età inferiore ai 60 anni – è il commento del Prof. Dapamede. Se siamo in grado di sottoporre a screening e a identificare precocemente queste pazienti, utilizzando in abbinamento l’AI, potremo indirizzarle ad un cardiologo e/o ad un oncologo per un’attenta ulteriore valutazione del rischi”.
Per le malattie cardiovascolari l’importanza di un approccio di genere e di una prevenzione su misura appare sempre più importante. Cresce infatti nelle donne il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari e aumentano i ricoveri per infarti nelle under 55.
Studi internazionali mostrano che, nei Paesi ad alto reddito come Usa, Canada e Australia, il tasso di mortalità nelle donne fra i 35 e i 74 anni è aumentato stabilmente nel periodo 2001-2016, mentre i ricoveri per infarto nelle donne con meno di 55 anni sono passati dal 21% del periodo 1995-99 al 31% nell’intervallo 2010-2014.
L’Italia segue a ruota questi trend. Nel nostro Paese si registrano 124 mila casi all’anno di donne con patologie cardiovascolari, con una mortalità pari al 31%. La malattia coronarica, che è la condizione predisponente all’infarto, interessa l’11% delle donne tra i 45 e i 64 anni e il 33% delle over65.
“Le donne rispetto agli uomini sono meno sottoposte a indagini di screening riguardanti l’assetto lipidico – i livelli di colesterolo – e vengono trattate in minor misura con farmaci ipolipemizzanti e antiaggreganti o con beta bloccanti ed eparina in corso di infarto acuto del miocardio – commenta la D.ssa Daniela Trabattoni, Responsabile di Monzino Women Heart Center, il Centro clinico e di ricerca dell’Irccs milanese interamente dedicato al cuore delle donne.
Il problema è che mancano ancora, in quest’ambito, delle fondamentali conoscenze di base. Allo stato attuale, infatti, la disfunzione endoteliale e microvascolare del circolo coronarico nella donna è pressoché sconosciuta in quanto mancano studi specifici. È quindi necessario un approccio declinato al femminile già a partire dalla prossima futura ricerca cardiologica. E bisognerà conoscere e considerare nella donna non solo la fisiologia, ma anche l’età, il quadro neuro-ormonale peculiare, nonché l’etnia e il substrato psicosociale nel quale ella vive”.
Intelligenza artificiale e mammografia in oncologia
In un prossimo futuro, probabilmente l’Intelligenza Artificiale, unita alle conoscenze e all’esperienza degli operatori sanitari, potrà fare meglio dei soli radiologi quando si tratta di diagnosi oncologica.
Un recente studio condotto in Svezia ha evidenziato come, grazie agli algoritmi di deep learning, su cui si basa l’Intelligenza Artificiale, sia possibile ottenere una riduzione assoluta del 6% dei falsi positivi e del 10% dei falsi negativi. Inoltre nel confronto con l’operato di 6 radiologi, è stato dimostrato un aumento dell’11,5% della sensibilità della metodica grazie all’abbinamento con l’IA.
Sono oltre 20mila le variabili nella pratica clinica per rendere le diagnosi di tumore al seno più precise e poter così assumere decisioni ‘su misura’ per un trattamento di assoluta precisione. Tutti obiettivi non raggiungibili da parte degli operatori sanitari con gli strumenti tradizionali. Le numerose applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nella diagnosi e terapia della neoplasia del seno vengono incontro a questa esigenza di precisione e sono già realtà nei principali Centri di riferimento oncologici americani ed europei.
Secondo i dati dell’American Cancer Society, circa il 13% della popolazione svilupperà un tumore al seno invasivo nella propria vita. Sottoponendosi regolarmente a mammografie si potrà però ridurre in modo significativo il rischio di mortalità per tumore al seno. L’IA potrebbe trovare applicazione per superare alcuni limiti delle mammografie. Infatti, gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale possono analizzare immagini diagnostiche e fornire interessanti valutazioni superando delle criticità quali, ad esempio:
- Alcuni casi di cancro al seno non sono identificati attraverso lo screening;
- Eccessivi richiami per ulteriori test aggiuntivi;
- Bassa sensibilità nei seni densi;
- Variabilità inter-operatore;
- È’ stato dimostrato che i sistemi di Intelligenza Artificiale possono migliorare le prestazioni dei radiologi e fornire risultati superiori a quelli dei soli specialisti.
Dall’insieme dei dati derivanti dalle tecnologie di sequenziamento, l’IA può arrivare a comprendere meglio sviluppo e progressione del tumore al seno. L’IA potrebbe così essere di valido aiuto nella valutazione diagnostica e dei fattori di rischio.
In Italia
“Oggi, in Italia, vivono più di 834mila donne dopo la diagnosi di tumore del seno, con una sopravvivenza a 5 anni che raggiunge ben l’88% – spiega il Prof. Francesco Cognetti, Presidente sia di Foce – Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi – che di Fondazione Insieme Contro il Cancro. Dal 2017 al 2023, inoltre, è stata stimata una riduzione dei decessi pari al 7%”.
Un risultato molto importante, ottenuto grazie ai programmi di screening, che consentono di individuare la malattia in fase iniziale, e a terapie sempre più efficaci. La lettura delle calcificazioni mammografiche mediante l’IA non potrà che migliorare tali esiti sino a far diventare la patologia oncologica non più un evento acuto bensì cronico come il diabete e l’artrosi.
Il coinvolgente pensiero della psicopedagogista Halyna Maletska
“Ancora una volta l’Intelligenza Artificiale si fa avanti, pronta a supportarci nella lotta contro il tumore al seno, ma anche per prevenire l’infarto e amplificare così la capacità di un medico di vedere oltre e di scoprire ciò che a volte sfugge all’occhio umano.
L’IA è come una lente potente e sensibile, in grado di leggere il linguaggio silenzioso del corpo femminile, rivelando segreti nascosti che potrebbero fare la differenza tra vita e morte.
Essere donna significa convivere con un corpo che cambia, che accoglie, che sopporta. Ogni giorno è un atto di forza, una continua scoperta, una battaglia per farsi riconoscere. Ma proprio in questa complessità, in questa combinazione di forza e vulnerabilità, la tecnologia può diventare un alleato insostituibile. Se guidata da rispetto, equità e una comprensione profonda, l’IA può amplificare le capacità della medicina, offrendo soluzioni nuove, più precise, più umane.
Perché dietro ogni mammografia non c’è solo un’immagine. C’è una madre, una figlia, una sorella, un’amica. C’è una vita che merita di essere protetta, una storia unica che non può essere ignorata. E se l’Intelligenza Artificiale può aiutarci a comprenderla meglio, a proteggerla, allora è nostro dovere farlo nel modo più giusto, trasparente e consapevole possibile.
Il futuro della medicina non è qualcosa di freddo e impersonale. È un futuro che si fa caldo, empatico, profondamente umano. E in questo futuro, le voci delle donne devono essere ascoltate, i loro corpi studiati e compresi nella loro totalità. Ogni tecnologia, ogni strumento – naturale o artificiale – deve essere al servizio della loro salute, del loro benessere, della loro vita.
Guardiamo con fiducia a quello che ci aspetta. Ogni passo verso una diagnosi sempre più precoce è un passo verso la vita. Ogni innovazione, quando è guidata dalla sensibilità e dall’etica, è una nuova opportunità per vivere meglio, per scegliere, per amare. E se oggi l’Intelligenza Artificiale ci tende la mano, dobbiamo prenderla con coraggio, consapevolezza e responsabilità.
Per ogni donna, per tutte le donne. Il futuro che meritiamo è fatto di consapevolezza, cura e speranza.
E in quel futuro, nessuna di noi dovrà mai sentirsi sola.”
Articoli sulla prevenzione cardiologica e oncologica al seno
Farmaco anticoagulante: possibile arma contro il cancro – Oncolife
https://www.oncolife.it/novita-dalla-ricerca/farmaco-anticoagulante-possibile-arma-contro-cancro/
https://www.oncolife.it/novita-dalla-ricerca/tumore-seno-esami-intelligenza-artificiale/
Fonti
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38821021/ (articolo dell’èquipe del Prof. Dapamede)
https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(23)00298-X/abstract (studio svedese su IA e mammografia oncologica)
https://senologiadiagnostica.it/intelligenza-artificiale-e-tomosintesi-mammaria/
