Il tumore al colon-retto è una neoplasia particolarmente diffusa anche in Italia con 50.000 nuovi casi ogni anno, ma che, purtroppo, spesso si scopre solo quando è già in fase avanzata.
Nei casi in cui viene individuato per tempo, mediante i corretti esami di diagnosi precoce, il tumore può venire rimosso chirurgicamente, affiancando successivamente all’operazione alcuni cicli di radioterapia in grado di eliminare le cellule maligne residue.
Quando però il tumore si scopre in fase avanzata è necessario procedere con la chemioterapia anche se, nel 30% dei casi, la neoplasia si riforma anche dopo l’operazione e la relativa cura farmacologica.
Lo studio nordamericano
Pochi giorni fa, al Congresso 2025 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) a Chicago, sono stati presentati i risultati dello studio Challenge (Colon Health and Life-Long Exercise Change), il primo trial clinico prospettico ad aver dimostrato come l’esercizio fisico, dopo l’intervento chirurgico per una neoplasia, possa aumentare sensibilmente la percentuale di guarigione completa.
Il trial clinico è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine, e ha evidenziato come l’attività fisica possa essere sia un’efficace alternativa alla chemioterapia che uno strumento per migliorare significativamente la sopravvivenza e ridurre le recidive nei pazienti con cancro al colon-retto.
Lo studio ha coinvolto 889 pazienti americani e australiani con carcinoma del colon di stadio II / III, ad alto rischio di recidive, sottoposti a chemioterapia adiuvante.
Movimento regolare e corretta alimentazione
L’attività fisica e una dieta equilibrata sono considerati i 2 pilastri per uno stile di vita sano.
In generale, è già stato dimostrato scientificamente che una buona alimentazione e il movimento costante sono fondamentali per bloccare le recidive. Non a caso le linee guida internazionali già indicano agli oncologi di suggerire ai propri pazienti di fare attività fisica, ogni giorno, e di alimentarsi in modo corretto seguendo una calibrata dieta personalizzata anti-cancro.
Lo studio canadese-australiano va però ben oltre i semplici consigli e suggerimenti ed è impostato su un piano di allenamento strutturato con un personal trailer che affianca i pazienti oncologici dando loro un piano di allenamento semplice, chiaro e preciso da seguire in modo obbligatorio.
Sono delle vere e proprie prescrizioni tabulate, con i pazienti che devono essere monitorati dal personal trainer al termine dei primi 6 mesi e successivamente ogni 30 giorni.
Tre le regole fondamentali: partire da una approfondita valutazione clinica, seguire i consigli operativi degli esperti oncologi ed essere ottimisti sull’esito delle strategie da seguire.
I risultati clinici del trial
Secondo lo studio chi segue un regime di allenamento di questo tipo ha un 37% in più di probabilità di guarire. Bisogna naturalmente calibrare l’attività fisica proposta sulle condizioni generali del paziente per evitare che possa avere delle conseguenze negative sull’asse muscolo-scheletrico.
La ricerca portata avanti dagli studiosi si base su delle ragioni biologiche che spiegano l’efficacia dell’attività fisica nei confronti della proliferazione del tumore, in grado di avere effetti positivi sul metabolismo cellulare, sull’infiammazione d’organo e sul sistema immunitario generale.
L’attività fisica aiuta infatti a ridurre il tempo di permanenza delle tossine nell’intestino, stimola le difese anticorpali e infine regola la produzione di adrenalina con conseguente riduzione dell’insulino-resistenza.
Massimo Di Maio, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e Professore associato di Oncologia medica all’Università di Torino, ha spiegato che “un programma impostato sull’attività fisica, è anche molto conveniente dal punto di vista economico per la sanità pubblica, rispetto ai costosi interventi farmacologici standardizzati. Quindi è fondamentale che un piano di attività fisica, in modo strutturato e protocollato, diventi una parte integrante delle visite oncologiche”.
“Questo è il primo studio di fase III, nei pazienti con questo tipo di neoplasia intestinale, a dimostrare che l’esercizio fisico post-trattamento è possibile ed efficace nel migliorare la sopravvivenza senza progressione della malattia”, sottolinea la D.ssa Pamela Kunz, esperta Asco di tumori gastrointestinali.
“I sistemi sanitari – concludono gli autori dello studio – “dovrebbero dunque incorporare programmi strutturati di esercizio fisico come standard di cura per questa e altre tipologie di pazienti oncologici. Inoltre, chi riesce a mantenersi in forma con un regolare esercizio fisico ed un valido controllo del peso corporeo si può trovare meno esposto a sviluppare problematiche oncologiche e metaboliche salvaguardando così il proprio stato di salute, e diffondendo l’importante concetto che “prevenire è sempre meglio che curare”.
Articoli su cancro e sport
Sport e attività fisica costante, preziosi alleati per prevenire molti tipi di neoplasie – Oncolife
L’importanza di svolgere attività sportiva durante i trattamenti oncologici – Oncolife
https://www.oncolife.it/e-vero-che/fare-sport-durante-i-trattamenti-oncologici/
Praticare sport protegge dai tumori: la chiave è l’adrenalina – Oncolife
https://www.oncolife.it/in-prima-linea/praticare-sport-protegge-dai-tumori-la-chiave-ladrenalina/
Fonti
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19079628/ (Articolo trial clinico canadese – australiano)
https://www.centrodimedicinabiologica.it/dieta-tumore-colon/ (dieta anti-cancro colon-retto)
