Il risultato si deve alla combinazione di Intelligenza Artificiale e analisi genetica, che ha permesso di identificare nuove spie della malattia nello studio pubblicato, sulla prestigiosa rivista internazionale Cancer Research dal gruppo di ricerca guidato dal Karolinska Institutet svedese
Un semplice esame delle urine, indolore, non invasivo ed eseguibile anche a casa, può diagnosticare precocemente il cancro della prostata con elevatissima precisione, addirittura maggiore del test del sangue attualmente utilizzato: ciò apre alla possibilità di individuare il tumore già nelle fasi iniziali, migliorando l’esito delle cure per quella che è una delle cause di morte più comuni per gli uomini. Il risultato si deve alla combinazione di Intelligenza Artificiale e analisi genetica, che ha permesso di identificare nuove spie della malattia nello studio pubblicato sulla rivista Cancer Research dall’equipe di ricerca del Karolinska Institute di Stoccolma.
La ricerca scientifica sulla diagnosi del cancro alla prostata
La diagnosi precoce del cancro è un obiettivo della sanità pubblica ma il suo raggiungimento è molto impegnativo a causa della difficoltà di individuare biomarcatori ematici o urinari, ad elevata specificità e sensibilità, che possano essere misurati con metodiche cliniche di routine.
L’identificazione di biomarcatori per la diagnosi precoce è complicata in quanto ogni tumore comporta cambiamenti nelle interazioni tra migliaia di geni propri specifici.
Oltre a questa enorme complessità, tali interazioni possono variare tra pazienti con la stessa diagnosi clinica ma anche all’interno dello stesso tumore con specificità uniche da cellula a cellula cancerosa. Nello studio svedese sono state individuate alcune interessanti molecole biologiche che possiedono tre caratteristiche peculiari:
- nello stesso tumore possono generare più gradi di trasformazione maligna;
- tali gradi e i loro cambiamenti molecolari possono essere caratterizzati biochimicamente sfruttando le potenzialità della trascrittomica spaziale;
- questi cambiamenti possono essere integrati in modelli di trasformazione maligna utilizzando lo pseudotempo. I modelli pseudotemporali sono stati costruiti sulla base di dati trascrittomici spaziali provenienti da tre studi indipendenti, per individuare in modo preciso i geni correlati ad altissima specificità con la trasformazione maligna della prostata.
I geni identificati dal siero, dal tessuto prostatico e dall’urina di oltre 2.000 pazienti con cancro alla prostata – e relativi controlli sani negativi -, sono stati associati, grazie agli algoritmi dell’AI:
- al grado di trasformazione del cancro;
- alle aberrazioni del numero di copie cromosomiche;
- ai percorsi molecolari distintivi e ai bersagli farmacologici che hanno codificato biomarcatori candidati per la trascrizione in mRNA.
I modelli di previsione basati sull’apprendimento automatico dell’Intelligenza Artificiale hanno rivelato che i biomarcatori nelle urine avevano una affidabilità del 92% per il cancro alla prostata ed erano anche perfettamente correlati al grado di estensione del tumore esaminato.
Nel complesso, questo studio clinico dimostra il potenziale diagnostico della combinazione di trascrittomica spaziale, pseudotempo e apprendimento automatico.
Esso comunque dovrà essere ulteriormente testato in ricerche prospettiche randomizzate e in doppio cieco.
Diagnosi precoce del cancro alla prostata mediante un semplice test delle urine
Analizzando l’attività dei geni in migliaia di cellule provenienti da tumori della prostata, i ricercatori svedesi del Karolinska Insitute di Stoccolma, coordinati dal Prof. Mikael Benson, sono riusciti a realizzare dei modelli digitali di questa neoplasia, studiandoli con complessi algoritmi di AI per individuare proteine utilizzabili come biomarcatori diagnostici.
“Esistono molti vantaggi nel misurare i biomarcatori nelle urine“, afferma il Prof. Benson: “È un esame non invasivo e quindi indolore, e il campione potrà essere analizzato, con metodi di routine, nei comuni laboratori clinici. Nuovi biomarcatori ad alta sensibilità possono portare ad una diagnosi precoce e a prognosi migliori per gli uomini con cancro alla prostata.
Inoltre – aggiunge il ricercatore – possono ridurre notevolmente il numero di biopsie prostatiche non indispensabili, nei pazienti sani“.
Al San Filippo Neri inventato un trattamento laser innovativo per il tumore alla prostata
Lo scopo dell’intervento radioterapico è eliminare il tumore in modo mirato, limitando i danni ai tessuti sani circostanti.
Un innovativo trattamento focale laser per i tumori della prostata è stato eseguito nell’Aprile scorso all’Ospedale San Filippo della Asl Roma 1 dall’équipe coordinata dal Dr. Marco Martini.
Si tratta di una tecnica, per la cura del tumore della prostata, assolutamente originale e con la caratteristica di essere mini-invasiva, il chè si traduce in un eccellente recupero post-operatorio, in una brevissima degenza in day-hospital e in minime complicanze chirurgiche.
L’intervento terapeutico attuato al San Filippo Neri
“Lo scopo del trattamento – come spiegano dalla Asl Roma 1 – è eliminare il tumore in modo mirato, limitando i danni ai tessuti sani circostanti mantenendo così la completa funzionalità sessuale ed urinaria del paziente operato.
L’intervento è indicato per pazienti, accuratamente selezionati, affetti da tumori alla prostata di medio-piccole dimensioni e confinati in un’area circoscritta della ghiandola sessuale.
Il trattamento è infatti basato sull’uso di appositi aghi attraverso i quali è possibile trasmettere una ben calibrata quantità di energia laser direttamente sul tessuto neoplastico, provocando la completa necrosi delle cellule tumorali”.
La procedura avviene sotto guida ecografica e con l’ausilio di una strumentazione complementare a risonanza magnetica, in modo da assicurare la massima precisione nella localizzazione e nel trattamento della patologia oncologica.
La parola al Primario di Urologia
“Questa tecnologia all’avanguardia – spiega il Dr. Marco Martini – rappresenta un importantissimo passo in avanti nella medicina minimamente invasiva che va a collocarsi, in sinergia alla chirurgia robotica e alla radio/brachiterapia, nello scenario delle opzioni terapeutiche a disposizione dei clinici per il trattamento della neoplasia prostatica. Ciò permette all’Ospedale San Filippo Neri di essere il primo nosocomio di Roma che può avvalersi di tutte le sopracitate tecniche curative, funzionali al diverso stadio della malattia del paziente e delle sue eventuali comorbidità”.
Articoli sulla diagnosi e la terapia del tumore alla prostata
Cancro alla vescica: test non invasivi delle urine per la diagnosi – Oncolife
Il consumo di funghi può ridurre il rischio di tumore alla prostata – Oncolife
Cancro alla prostata: dall’Australia nuova tecnica minimamente invasiva – Oncolife
Fonti
https://aacrjournals.org/cancerres/article/doi/10.1158/0008-5472.CAN-25-0269/762073/Combining-Spatial-Transcriptomics-Pseudotime-and (Articolo svedese sulla diagnosi precoce cancro prostata)
https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2025/04/29/tumore-prostata-diagnosi-precoce-esame-urine
https://www.romatoday.it/attualita/san-filippo-neri-trattamento-focale-tumori-prostata.html
