Novità dalla ricerca

Batteri ingegnerizzati per sviluppare vaccini e combattere il cancro

Con la collaborazione della psicopedagogista Halyna Maletska

Un’equipe di ricercatori dell’Università del Massachusetts, in collaborazione con gli studiosi della Ernest Pharmaceuticals, ha sviluppato una terapia anticancro basata su microrganismi ingegnerizzati.

La nuova terapia, denominata BacID, utilizza batteri non patogeni geneticamente modificati

Questa biotecnologia sarebbe in grado di combattere tutti i tipi di tumore più aggressivi in sostituzione o in sinergia coi trattamenti chemioterapici.

La nuova metodica promette di rivoluzionare il trattamento delle forme tumorali ad alta mortalità, come quelli al fegato, all’ovaio e al seno metastatico.

I risultati della ricerca, pubblicati sulle pagine della rivista internazionale Molecular Therapy, rappresentano una pietra miliare nel campo dell’oncologia.

 

Come funziona la terapia BacID

La terapia BacID utilizza batteri non patogeni e geneticamente modificati per invadere i tumori e rilasciare farmaci direttamente nelle cellule cancerogene.

Questo approccio offrirebbe una maggiore efficacia rispetto alle metodiche tradizionali e consentirebbe di ridurre al minimo i danni ai tessuti sani, evitando così gli effetti collaterali tipici della chemioterapia.

 

Le 4 caratteristiche principali della terapia BacID:

  • Precisione: i batteri si dirigono selettivamente verso il loro bersaglio costituito dalle cellule tumorali;
  • Attivazione controllata: un comune antinfiammatorio, come l’aspirina, attiva il successivo processo di rilascio del farmaco all’interno delle cellule neoplastiche;
  • Sicurezza: i batteri ingegnerizzati rimangono inattivi fino al momento della loro somministrazione, riducendo il rischio di effetti collaterali;
  • Crescita nei tumori: i batteri ingegnerizzati proliferano soltanto all’interno delle cellule cancerose, amplificando così l’efficacia della terapia.

 

Risultati pre-clinici molto promettenti

Nonostante la ricerca sia ancora nelle sue fasi iniziali, gli studiosi si sono detti pienamente soddisfatti dei primi risultati.

I test pre-clinici, infatti, hanno dimostrato che i batteri si addensano ad alta concentrazione all’interno dei tumori, mentre vengono eliminati dal sistema immunitario, in un paio di giorni, nei tessuti sani.

Con una semplice aspirina, somministrata il terzo giorno, è possibile attivare i flagelli dei batteri, permettendo loro di invadere le cellule cancerose e rilasciarvi i farmaci antitumorali.

Questa innovazione consente di somministrare quantità di farmaco significativamente superiori rispetto a quelle delle metodiche standard.

 

I vantaggi di una terapia semplice e sicura

Questa tecnologia, legata a batteri ingegnerizzati, non solo migliora l’efficacia del trattamento, ma rende anche la procedura accessibile per i malati.

Il paziente riceve l’infusione del batterio in ospedale e, due giorni dopo, può completare il trattamento a casa assumendo una semplice dose di aspirina“, spiega il Dr. Vishnu Raman, autore principale dello studio scientifico.

 

Verso i trial clinici

Il primo studio clinico su pazienti oncologici è previsto per il 2027.

Il Prof. Neil Forbes, co-autore della ricerca, dichiara: “Abbiamo messo insieme tutti gli elementi necessari per portare questa terapia innovativa fino al letto dei pazienti. E questa è una vera pietra miliare per il settore dell’oncologia“.

 

Perché questa tecnologia è rivoluzionaria

Con BacID, i batteri diventano un’arma preziosa contro i tumori, con un impatto minimo sui tessuti sani e una riduzione significativa degli effetti collaterali. “Siamo orgogliosi di essere all’avanguardia in questo campo così complesso della medicina oncologica “, conclude il dr. Raman.

 I ricercatori della NUS Medicine di Singapore hanno ingegnerizzato un ceppo batterico per somministrare la chemioterapia in modo mirato

La chemioterapia tradizionale presenta spesso notevoli difficoltà, come gravi effetti collaterali, danni alle cellule sane e un’efficacia limitata.

I ricercatori della Yong Loo Lin School of MedicineUniversità Nazionale di Singapore (NUS Medicine) –hanno aperto la strada ad un metodo innovativo per il trattamento del cancro. Questa nuova tecnica offre un’alternativa più precisa, potente e meno dannosa rispetto alla chemioterapia tradizionaleNon solo migliora l’efficacia del trattamento, ma riduce anche sostanzialmente il dosaggio dei farmaci necessari per la terapia anticancro.

Coordinati dal Professore Matthew Chang, i ricercatori della NUS Synthetic Biology for Clinical and Technological Innovation (SynCTI) e del Synthetic Biology Translational Program (Syn Bio TRP) della NUS Medicine di Singapore, hanno identificato un nuovo metodo di somministrazione dei farmaci che offre speranza per lo sviluppo di un innovativo trattamento clinico per i malati di cancro.

I risultati, pubblicati su Nature Communications, mostrano una nuova metodica per somministrare farmaci chemioterapici direttamente sui siti tumorali utilizzando le interazioni naturali tra batteri e cellule tumorali.

 

Strategia dei profarmaci e innovazione batterica

I profarmaci sono molecole inattive che si trasformano in farmaci attivi all’interno del corpo, in particolare negli ambienti tumorali, sfruttando condizioni neoplastiche uniche, come un basso livello di ossigeno e l’elevata acidità del microambiente neoplastico, per attivare il farmaco proprio nel sito del cancro, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani circostanti. 

Purtroppo però, le attuali strategie dei profarmaci mostrano una specificità target limitata e spesso dipendono da trasportatori macromolecolari, il che complica sia la distribuzione che il rilascio del farmaco in situ.

Per superare queste limitazioni, i ricercatori della NUS Medicine hanno sviluppato un metodo di somministrazione del profarmaco che utilizza un ceppo commensale di Lactobacillus il quale si lega specificamente alle cellule tumorali tramite una molecola di superficie chiamata eparan-solfato.

Questi batteri ingegnerizzati trasportano un profarmaco che si converte nel farmaco chemioterapico SN-38 nel sito specifico del tumore. 

Nei modelli preclinici di cancro, i batteri ingegnerizzati si sono localizzati nella massa neoplastica e hanno rilasciato il farmaco chemioterapico direttamente nell’area patologica, riducendo la crescita del tumore del 67% e aumentando l’efficacia del chemioterapico del 54%.

 

Potenziali applicazioni nel trattamento del cancro

Uno degli aspetti più promettenti di questa ricerca sono le ampie potenziali applicazioni in vari tipi di terapia contro il cancro, poiché il ceppo di Lactobacillus identificato dai ricercatori si lega specificamente alle cellule tumorali. 

 

Il ricercatore Dr Shen Haosheng, Direttore di laboratorio presso il SynCTI, ha dichiarato recentemente: “Sfruttando l’affinità tra batteri e cellule tumorali, miriamo a rivoluzionare la somministrazione della chemioterapia. Stiamo valutando l’affinità di legame di diversi ceppi microbici con più linee cellulari tumorali con l’obiettivo di sviluppare un sistema di somministrazione versatile utilizzando ceppi microbici per indirizzare i farmaci chemioterapici a vari tumori della mucosa, come quello del colon-retto, della vescica, dello stomaco, del cavo orale e del polmone”.

 

Batteri geneticamente modificati trasformati in vaccini contro il cancro

La strategia, messa in pratica dai ricercatori della Columbia University di New York, è stata testata sulle cavie da laboratorio. Al momento questo studio appare promettente nel bloccare neoplasie e recidiva

Un team di ricercatori della Columbia University ha sviluppato batteri geneticamente modificati capaci di trasformarsi in vaccini personalizzati contro il cancro.

Secondo i risultati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature, questa innovativa strategia rappresenta una promettente forma di immunoterapia.

Gli scienziati hanno ingegnerizzato batteri probiotici che istruiscono il sistema immunitario a eliminare le cellule tumorali, aprendo la strada a una nuova generazione di vaccini anticancro. Questi vaccini microbici sfruttano le proprietà naturali dei batteri, come la capacità di legarsi alle cellule tumorali, e possono essere ingegnerizzati con metodiche di biologia molecolare per combattere sia il tumore primario che le metastasi di ogni paziente, oltre a prevenire eventuali recidive future.

 

Lo studio

Le ricerche condotte finora hanno dimostrato che il vaccino batterico rafforza il sistema immunitario, sopprimendo la crescita dei tumori primari e metastatici e, in molti casi, eliminandoli completamente, senza danneggiare i tessuti sani.

Secondo l’articolo, questo vaccino ha mostrato una maggiore efficacia rispetto ai vaccini terapeutici a base di peptidi, impiegati in precedenti studi clinici sul cancro.

Il grande vantaggio del nostro approccio“, spiega il Dr. Andrew Redenti del College of Physicians and Surgeons della Columbia University, co-autore dello studio, “è la sua capacità unica di riorganizzare e attivare in modo coordinato tutte le popolazioni e sottopopolazioni linfocitarie del sistema immunitario, inducendo una potente risposta antitumorale. Crediamo che questo sia il motivo per cui il vaccino funziona così bene nei modelli avanzati di tumori solidi, che risultano particolarmente difficili da trattare con altre forme di immunoterapia“.

 

Il pensiero della psicopedagogista D.ssa Halyna Maletska

“La scienza ha il potere straordinario di migliorare il nostro presente, ma anche di trasformare il futuro di molte persone. È la forza che ci spinge a superare i limiti della conoscenza, a convertire l’incertezza in possibilità, a immaginare mondi migliori e a rendere concreta la speranza.

E’  davvero sorprendente la brillantezza e l’ingegnosità dei ricercatori della NUS, che sono riusciti a trasformare un principio biologico – l’interazione tra batteri e cellule tumorali – in una tecnologia terapeutica così promettente e innovativa.

Sapere poi che il primo studio clinico su pazienti oncologici è previsto per il 2027, aggiunge una dimensione concreta a questa innovazione. Non si tratta più di un potenziale sviluppo di laboratorio ma di una prospettiva reale che, nel giro di pochi anni, potrebbe cambiare radicalmente l’approccio terapeutico ai tumori.

Questo tipo di ricerca ci ricorda che l’innovazione nasce sempre dall’audacia di esplorare ciò che sembrava impensabile e l’impatto che potrebbe avere sull’umanità è immenso, poiché va oltre la  promessa di salvare vite, e  dona  una fiducia di guarigione a chi affronta la dura battaglia contro il cancro. La possibilità di ridurre il dolore e gli effetti collaterali dei trattamenti tradizionali rappresenta una vittoria che sorpassa la medicina, toccando il cuore e la vita di ogni persona.

 

La ricerca, come la vita, è fatta di sforzi, cadute e ripartenze ma sempre con il cuore rivolto verso un obiettivo più grande: la guarigione, la speranza e  la forza di guardare avanti.

Come direbbe lo scrittore Erri De Luca, “Il valore non è mai una cosa che si trova, è una realtà che si costruisce giorno per giorno.”

 

Articoli sui batteri antitumorali

I batteri kamikaze che combattono il cancro – Oncolife

https://www.oncolife.it/novita-dalla-ricerca/batteri-kamikaze-combattono-cancro/

Batteri intestinali e cancro: importante legame – Oncolife

https://www.oncolife.it/novita-dalla-ricerca/batteri-intestinali-e-cancro-importante-legame/

Mix di broccoli e batteri per tenere lontano il cancro del colon – Oncolife

https://www.oncolife.it/nutrizione-ed-integrazione/mix-di-broccoli-e-batteri-per-tenere-lontano-il-cancro-del-colon/

 

Fonti

https://notizie.tiscali.it/salute/articoli/batteri-ingegnerizzati-terapia-tumori-bacid-senza-chemioterapia/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39741404/ (articolo terapia BacID)

https://www.medimagazine.it/cancro-sviluppata-chemio-meno-tossica-e-piu-efficace/

https://www.nature.com/articles/s41467-024-48661-y (articolo su Lactobacillus ingegnerizzato)

https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2024/10/17/tumori-vaccino-anti-cancro-batteri-studio

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35058588/ (articolo vaccino anticancro da batteri)

 

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