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Tumore ai polmoni: in Italia un nuovo screening gratuito

E’ stato avviato il primo programma nazionale sperimentale di screening del tumore del polmone basato sull’effettuazione gratuita di un esame di tomografia computerizzata (TAC) del torace a basso dosaggio. 

Grazie al sostegno finanziario iniziale di 2 milioni di euro erogati tramite il Decreto Legge Sostegni-bis, il Ministero della Salute e le Regioni hanno costituito la Rete Italiana Screening Polmonare, che coinvolge 19 centri specialistici a elevata competenza clinica multidisciplinare su tutto il territorio nazionale.

Il carcinoma del polmone è responsabile del maggior numero di decessi oncologici in Italia, 34.000 nel 2021. Circa il 60%, pari a 20.400 morti, riguarda i forti fumatori.

Lo screening del tumore del polmone attraverso la TAC del torace a basso dosaggio potrebbe evitare ogni anno, in Italia, oltre 5000 decessi. Con questa metodica sarebbe possibile, infatti, aumentare il numero delle diagnosi in fase precoce di questa neoplasia dall’attuale 25% fino al 60%, in modo da potere candidare i pazienti ad intervento chirurgico meno invasivo e al trattamento con farmaci innovativi, aumentano probabilità di guarigione.

Sensibilizzazione sulla diagnosi precoce

Per sensibilizzare cittadini e Istituzioni sull’importanza della diagnosi precoce, aumentare le possibilità di sopravvivenza e garantire risparmi al sistema, i clinici impegnati ogni giorno nella presa in carico dei pazienti colpiti dalla neoplasia hanno stilato il “Manifesto Italiano PolmoniAMO”, realizzato con il sostegno di AstraZeneca. “Chiamiamo ad una call to action le Istituzioni nazionali e regionali insieme alle Comunità Scientifiche – è scritto nel ‘Manifesto’ – al fine di garantire il diritto all’accesso allo screening ai cittadini italiani ad alto rischio (per età e per esposizione al fumo di sigaretta) di sviluppare il cancro del polmone, attraverso l’inserimento dello screening all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) alla stregua dei programmi di screening del cancro cervicale, colorettale e mammario”.

«Con il ‘Manifesto PolmoniAMO’ vogliamo promuovere un cambiamento culturale nell’opinione pubblica, nei decisori e nelle Istituzioni sensibilizzandoli sulla necessità di implementare lo screening per questa patologia tumorale – afferma Giorgio Vittorio Scagliotti, Direttore della Divisione di Oncologia Medica dell’Università di Torino e coordinatore scientifico di ‘PolmoniAMO’ -. Inoltre, vogliamo costruire un nuovo modello collaborativo, realizzando un percorso che offra strumenti e risorse per l’attivazione di programmi di prevenzione secondaria su tutto il territorio, coinvolgendo in particolare i medici di famiglia. Vanno anche implementati i centri antifumo. Per realizzare questi obiettivi servono fondi, che possono essere recuperati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

Un programma rivolto principalmente alle persone a rischio

Ugo Pastorino, Direttore della Chirurgia Toracica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano e coordinatore scientifico di ‘PolmoniAMO’ spiega che il primo programma di screening sperimentale del tumore polmonare appena avviato è rivolto a soggetti a rischio, cioè persone di età compresa fra 55 e 75 anni, che consumino un pacchetto di sigarette al giorno da più di 30 anni e anche ai forti fumatori che abbiano smesso da meno di 15 anni. 

«La TAC a basso dosaggio è lo strumento più idoneo per la diagnosi: è efficace nell’individuazione di lesioni di piccole dimensioni, è di facile e rapida esecuzione (30 secondi), non è invasiva e non richiede l’utilizzo del mezzo di contrasto precoce – ricorda Pastorino-. Grazie allo screening, è possibile individuare tumori molto piccoli, trattabili con chirurgia mini-invasiva e personalizzata, assicurando al paziente un recupero funzionale rapido e una dimissione precoce. 

Non solo. Il suo potenziale si estende oltre la prevenzione oncologica, consentendo l’identificazione precoce anche di altre patologie fumo-correlate, quali la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) e le cardiopatie

La TAC a basso dosaggio permette infatti di calcolare il grado di calcificazione delle arterie coronariche, che è direttamente proporzionale al rischio di infarto o di restringimento (stenosi) delle coronarie. Con lo screening per il cancro al polmone, quindi, si può ottenere anche una valutazione del rischio cardiovascolare».

Per informazioni sui centri che effettuano lo screening consultare il sito web della RISP, www.programmarisp.it

Giornalista professionista e medico, da oltre 30 anni impegnato nella divulgazione scientifica e nell'aggiornamento e formazione dei medici di medicina generale e specialisti

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