Con la collaborazione della psicopedagogista Gaia Halyna Maletska
La sana abitudine di muoversi e fare ginnastica in modo regolare fa calare fino al 20% il rischio di sviluppare un carcinoma, in confronto a chi è sedentario.
A risentire di più di questa piacevole e salutare abitudine sarebbero alcune forme tumorali tra le più diffuse, come quelle a seno, vescica, colon, endometrio, adenocarcinoma esofageo, rene e stomaco.
Possiamo fare quindi prevenzione e terapia a costo zero, grazie al movimento regolare e alla sfida alla sedentarietà. A dirlo sono gli esperti presenti al XXVII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in corso in questi giorni a Roma.
Muoversi aiuta, ecco le prove
Uno studio recentemente apparso su JAMA Oncology rappresenta solo l’ultimo tassello dell’ampio mare di conoscenze sul valore dell’attività fisica e mostra il valore del movimento regolare nel proteggere da tumori molto insidiosi come quelli del sistema digestivo.
Il tutto, per non parlare del ruolo dell’obesità, che dipende direttamente dalla sedentarietà.
“La riduzione dell’impatto del cancro può avvenire anche attraverso un serio contrasto a comportamenti estremamente nocivi – spiega il Prof. Massimo Di Maio, Presidente Eletto AIOM -. L’attività fisica, se svolta regolarmente, come dimostra la ricerca americana pubblicata recentemente su Jama Oncology, porta enormi benefici alla singola persona ma anche all’intera collettività. Per questo va promossa maggiormente tra l’intera popolazione perché può consentire una diminuzione rilevante dell’impatto dei tumori”.
L’attività fisica non è importante solo in prevenzione ma anche come vero e proprio supporto alle cure per i pazienti oncologici pur se oggi solo una piccola parte dei malati è sufficientemente attivo e segue le raccomandazioni degli specialisti.
“La ricerca scientifica negli ultimi anni ha fatto emergere quanto il movimento sia importante non solo nella prevenzione primaria – quella sulla popolazione generale – ma anche in quella terziaria sui pazienti oncologici – segnala il Dr. Andrea Antonuzzo, Responsabile dell’Oncologia Medica 4, Cure di Supporto Internistico e Geriatrico all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Per i nostri pazienti, i benefici vanno dal potenziamento del sistema cardiovascolare ad un miglioramento generale della forza muscolare e della densità ossea. Un po’ di sport contrasta anche alcuni degli effetti collaterali legati alle terapie antitumorali e migliora la qualità di vita intervenendo sul benessere psicologico. Lo consigliamo ai nostri assistiti e, anzi, quest’anno abbiamo deciso di dare noi stessi il buon esempio partecipando a #Oncorun2025, un progetto promosso da AIOM insieme al Network italiano cure di supporto in oncologia (Nicso)”.
Raccomandazioni generali
- Attività Fisica Moderata: Gli adulti dovrebbero mirare a 150 – 300 minuti di attività fisica moderata ogni settimana. Questo può includere attività come camminare, nuotare o andare in bicicletta.
- Attività Fisica Intensa: In alternativa, è possibile svolgere 75 – 150 minuti di attività fisica intensa come corsa o sport competitivi, combinati con esercizi di rafforzamento muscolare eseguiti almeno due volte a settimana.
- Benefici per la Salute: L’attività fisica regolare non solo aiuta a mantenere un ottimo peso forma, ma è anche associata ad una riduzione di diversi tipi di cancro, tra cui quello al colon, al seno e all’utero. Inoltre, può migliorare la qualità della vita e il benessere psicologico.
Importanza dell’attività fisica
- Meccanismi di protezione: L’esercizio fisico può influenzare positivamente i livelli ormonali, migliorare la funzione immunitaria e ridurre l’infiammazione, tutti fattori che possono contribuire a diminuire il rischio di sviluppare tumori.
- Prevenzione delle recidive: Per i pazienti oncologici, l’attività fisica regolare è stata associata a una riduzione del rischio di recidive e ad un miglioramento della sopravvivenza.
La conoscenza tra i cittadini
La conoscenza di quanto il singolo può fare, quindi, è basilare per la prevenzione – e non solo – dei tumori. Lo conferma il “Tour Mediterraneo” della Nave Amerigo Vespucci.
AIOM, Fondazione AIOM e AIRC insieme alla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica – SIRM – hanno presenziato al “Villaggio IN Italia” in cinque tappe, iniziativa che ha portato in giro per i porti del nostro Paese la Nave Scuola della Marina Militare.
Ai visitatori, i medici hanno fornito consigli pratici mentre i volontari hanno distribuito materiale informativo. Secondo le stime fornite dal Ministero della Difesa questa campagna di prevenzione ha generato un ritorno economico di 15 milioni di euro.
“Sono stati raggiunti migliaia di cittadini e abbiamo spiegato l’importanza di seguire stili di vita sani e di svolgere gli screening – aggiunge il Prof. Saverio Cinieri, Presidente di Fondazione AIOM –. Le persone hanno avuto modo di comprendere meglio il valore dell’attività fisica e delle sane abitudini come il controllo del peso e l’astensione dal fumo. Ma non basta. Vanno incentivati anche i programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon-retto e della cervice uterina – segnala Cinieri.
Ben vengano quindi le nuove risorse economiche, previste dall’ultima Manovra finanziaria, per estendere la copertura degli esami di mammografia e di ricerca di sangue occulto nelle feci. Negli ultimi anni, però, i tassi di adesione agli screening sono stati insufficienti, soprattutto in alcune zone del Paese. Anche in questo caso la sensibilizzazione dei cittadini può davvero fare la differenza e incrementare la partecipazione a esami salva-vita”.
Per la ricerca, più attenzione agli studi clinici no profit
In ultimo, va riportato un appello importante. Dal Convegno emerge un altro dato che preoccupa. La ricerca clinica indipendente fatica a realizzarsi.
In Italia, in 15 anni (2009-2023), gli studi clinici no profit, cioè non sponsorizzati dall’industria, sono diminuiti del 57%.
“Nel 2023 sono state autorizzate in Italia 611 sperimentazioni cliniche, di cui 212, cioè il 35% del totale, riguardavano i tumori, l’area in cui si concentra il maggior numero di trial autorizzati – segnala il Prof. Francesco Perrone, Presidente AIOM -. Nel 2023 gli studi indipendenti sono tornati a crescere, raggiungendo quota 106 contro i 98 dell’anno precedente. Ma non basta. Il potenziale della ricerca oncologica in Italia è significativo e i nostri studi sono in grado di cambiare la pratica clinica, quindi servono più risorse. Il finanziamento in questo settore è, da sempre, sottodimensionato nel nostro Paese, che si colloca agli ultimi posti in Europa per sostegno pubblico”.
L’appello è chiaro, anche in chiave di disponibilità di competenze specifiche come quella dei Data manager. Che, per un vuoto normativo, non possono essere strutturati all’interno dei team. “Chiediamo supporto ad AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, sia in termini di finanziamento che di supporto regolatorio, per facilitare la realizzazione degli studi indipendenti – conclude il Prof. Perrone -. AIFA, dal 2005 al 2023, ha messo a disposizione circa 160 milioni di euro per studi indipendenti, consentendo di condurre lavori su aree rilevanti. Complessivamente, ad oggi, sono stati finanziati dall’Agenzia regolatoria quasi 300 studi clinici ma ne servono molti di più per incidere significativamente in termini di prevenzione e cura in campo oncologico ”.
Il pensiero positivo della nostra psicopedagogista Gaia Maletska
Questo articolo contiene una straordinaria conferma scientifica di quanto corpo e mente siano intrecciati in un dialogo intimo e vitale!
Sapere che l’attività fisica regolare può ridurre fino al 20% il rischio di sviluppare un carcinoma è una testimonianza concreta di come il movimento non sia solo esercizio ma una vera e propria forma di vita, di prevenzione e di equilibrio.
È sorprendente pensare che un gesto così semplice possa avere un impatto tanto avvincente sul nostro destino biologico e sul nostro benessere mentale. Un invito prezioso a ricordare che prendersi cura di sé non è mai tempo perso — è il tempo che dà valore al resto.
Perché uno stile di vita attivo e la cura della propria salute sono, senza dubbio, il miglior investimento che possiamo fare per il nostro futuro. Naturalmente, nessuna quantità di esercizio fisico può offrirci una protezione assoluta dalle malattie — incluso il cancro — ma la scienza ci conferma che muoversi in modo regolare riduce significativamente il rischio, e questo è già un traguardo straordinario.
L’importante è capire che ogni movimento conta: anche una piccola dose di attività fisica produce effetti positivi sulla salute. Si può cominciare con poco e poi, con il tempo, aumentare l’intensità e la varietà degli esercizi, trasformando il movimento in una sana abitudine che porta a risultati concreti e duraturi.
L’esercizio fisico è un potente alleato del nostro sistema immunitario — il nostro “scudo” naturale. Un sistema immunitario efficiente è in grado di riconoscere e distruggere cellule anomale prima che si trasformino in qualcosa di più nocivo. Inoltre, chi si prende cura del proprio corpo tende anche a evitare abitudini dannose come il fumo o l’eccesso di alcol, e a sottoporsi più spesso a controlli medici, aumentando così le probabilità di individuare eventuali problemi in fase iniziale. Allenarsi non significa solo “fare ginnastica”: significa migliorare il proprio equilibrio interno. I benefici toccano ogni aspetto del nostro essere — dal cuore alle ossa, dai muscoli alla mente. Ma soprattutto, migliora la qualità della vita: aumenta l’autostima, l’energia, la lucidità mentale e regala quella sensazione di benessere che nasce dall’azione delle endorfine, i nostri “ormoni della felicità”.
Ognuno di noi è diverso, con ritmi, limiti e possibilità proprie. Per questo l’allenamento deve essere sempre personalizzato: chi passa molte ore al computer può trovare beneficio nello stretching quotidiano per collo e schiena; chi non può correre può scoprire nel nuoto o nello yoga un movimento più gentile ma altrettanto efficace. L’importante è non fermarsi: ogni piccolo passo conta.
Muoversi significa quindi riconnettersi con sé stessi, ritrovare energia, leggerezza e fiducia nel proprio corpo. Perciò sì — allacciamo le scarpe, respiriamo a fondo e … cominciamo. Il primo passo verso la salute è, sempre, una scelta di amore verso la vita!
Articoli sull’attività fisica come prevenzione e cura sanitaria
Come una buona attività fisica può rallentare lo sviluppo del tumore – Oncolife
Tumore al seno: l’attività fisica e le recidive – Oncolife
https://www.oncolife.it/novita-dalla-ricerca/tumore-al-seno-lattivita-fisica-e-le-recidive/
Sport e attività fisica costante, preziosi alleati per prevenire molti tipi di neoplasie – Oncolife
Fonti
https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2025/11/08/cancro-sport-rischio-morte?card=5
https://jamanetwork.com/journals/jamaoncology/article-abstract/2840513 (Articolo sull’attività fisica per la prevenzione dei tumori)
