Con la collaborazione della psicopedagogista Halyna Maletska
L’uva rossa contiene un composto naturale, chiamato resveratrolo, che previene e cura i tumori intestinali mentre i funghi champignon, ricchi di β-glucano, bloccano la proliferazione cellulare nel tumore della prostata. A queste conclusioni sono giunti due studi clinici condotti rispettivamente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
La sperimentazione clinica con i principi attivi dell’uva rossa
Il resveratrolo, un composto naturale che si trova principalmente nell’uva rossa, ma anche nei mirtilli, nei lamponi e nelle arachidi, aiuta a prevenire e a curare il cancro all’intestino.
Lo stanno testando, per valutarne l’efficacia, i ricercatori dell’Università di Leicester, nel Regno Unito, nell’ambito della sperimentazione Colo-Prevent finanziata dal Cancer Research UnitedKingdom, che coinvolge il National Institute for Health and Social Care Research (NIHR) e il Leicester Biomedical Research Centre.
Il resveratrolo, assunto in piccole dosi, ha già mostrato in passato di poter inibire, in vitro, la crescita delle cellule tumorali e di poter raggiungere l’intestino senza essere digerito, rallentando, in vivo, la crescita dei tumori sia nei topi di laboratorio che in campioni di tessuto umano.
Questi risultati, ottenuti dopo anni di scrupolose ricerche effettuate dalla Prof.ssa Karen Brown presso l’Università di Leicester, hanno portato all’inserimento del resveratrolo nel trial clinico Colo-Prevent, che ad oggi è tra i più grandi studi volti a scoprire se l’assunzione di farmaci, come l’aspirina e la metformina, o di integratori alimentari, come appunto il resveratrolo, siano una via praticabile per prevenire e curare il cancro all’intestino.
“Con la sperimentazione Colo-Prevent, stiamo intraprendendo un trial unico per vedere come i farmaci e gli integratori alimentari possano impedire la crescita dei polipi intestinali – ha affermato la Prof.ssa Brown, Responsabile del trial clinico – . Questo studio potrebbe avere grandi implicazioni su come prevenire il cancro all’intestino nelle persone anziane che hanno maggiori probabilità, con l’avanzamento dell’età, di sviluppare la patologia”.
Un importante aspetto della sperimentazione che i ricercatori hanno tenuto a precisare, è relativo alle fonti alimentari del resveratrolo che, oltre ad essere presente nell’uva rossa e in diversi altri frutti dello stesso colore, è contenuto anche nel vino. Tuttavia, bere un bicchiere di vino rosso non previene il cancro né allunga la vita, anzi.
“L’alcol è una causa nota di cancro ed è collegato ad un rischio aumentato di 7 diversi tipi di tumore” hanno sottolineato gli studiosi. Attenzione pertanto a informazioni non corrette che possono circolare in rete. “Questo studio e tutte le precedenti ricerche, su cui si basa la sperimentazione odierna, utilizzano resveratrolo purificato e non vino rosso”.
Il resveratrolo può prevenire il cancro all’intestino
Questa biomolecola è un composto naturale, chimicamente un fenolo non flavonoide, noto per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti: prodotto naturalmente da diverse piante per proteggersi dagli agenti patogeni, come batteri e funghi, si è scoperto che riduce il rischio di sviluppare il cancro, in quanto, se assunto in piccole dosi, inibisce la crescita delle cellule cancerose.
Per valutare il suo potenziale nella prevenzione del cancro all’intestino, emerso in ricerche precliniche che hanno impiegato la molecola purificata, questo composto chimico è stato inserito tra quelli testati nella sperimentazione Colo-Prevent avviata recentemente nel Regno Unito, che coinvolge oltre 1.300 persone di età compresa tra i 50 e i 73 anni, le quali hanno preso parte al programma di screening intestinale del NIHR e hanno polipi, piccole escrescenze nel rivestimento dell’intestino che potrebbero potenzialmente trasformarsi in cellule tumorali.
Ai partecipanti allo studio sono stati rimossi i polipi e poi è stato somministrato un trattamento: aspirina o aspirina + metformina nella sperimentazione principale oppure resveratrolo o un placebo nel sottostudio.
Coloro che hanno ricevuto aspirina o aspirina + metformina assumono questi farmaci ogni giorno per tre anni, mentre coloro che ricevono resveratrolo o un placebo, testano un trattamento della durata di un anno.
In seguito, tutti i gruppi saranno sottoposti ad un esame di colonscopia per controllare se i polipi abbiano ricominciato a crescere e, in tal caso, quanto sono aumentati rispetto a quelli rimossi all’inizio della sperimentazione.
“L’aspirina e la metformina sono farmaci consolidati, ma non sono mai stati testati su persone che hanno preso parte al programma di screening intestinale, mentre il resveratrolo è più recente e, grazie al lavoro del team della Prof.ssa Brown a Leicester, è ora un valido candidato alla prevenzione nella sperimentazione clinica – ha aggiunto il Dr. Ajay Verma del Kettering General Hospital, ricercatore capo dello studio Colo-Prevent – . Il Santo Graal della cura del cancro è la prevenzione oncologica e lo studio Colo-Prevent è una nuova interessante metodica per testarne la fattibilità e l’efficacia in un gruppo molto ampio di persone”.
Un secondo studio anticancro utilizza i funghi champignon per prevenire e curare il cancro alla prostata
I funghi champignon – o prataioli bianchi, Agaricus bisporus – possono ritardare e persino prevenire la progressione del tumore alla prostata, regolando la risposta immunitaria nei confronti delle cellule cancerose: ecco cosa hanno appena scoperto i ricercatori.
Gli champignon sono tra i funghi commestibili più coltivati al mondo, il cui consumo è da tempo collegato a diversi effetti benefici sulla salute. Forti evidenze scientifiche sono state riscontrate nella prevenzione dei tumori, in particolare per quelli della prostata.
Diverse ricerche hanno dimostrato, infatti, che i prataioli bianchi riducono il rischio di tumore alla prostata ma finora i ricercatori non avevano completamente compreso quale fosse il loro preciso meccanismo d’azione biologica per prevenire il cancro.
Per colmare questa lacuna, un team di ricerca della City of Hope a Duarte, in California, una delle più grandi e avanzate organizzazioni scientifiche per il trattamento del cancro negli Stati Uniti, ha esaminato i dati preclinici e i primi risultati di una sperimentazione clinica di fase 2, attualmente in corso, in cui si sta valutando l’efficacia di un integratore a base di funghi prataioli bianchi nel trattamento dell’adenocarcinoma prostatico, il tipo di tumore alla prostata più comune, anche in Italia.
L’analisi di questi dati ha portato a identificare qual è l’azione anticancro esercitata dai composti naturali presenti nei funghi champignon: nello specifico, spiegano i ricercatori della City of Hope nello studio pubblicato sulla rivista internazionale Clinical and Translational Medicine, a ritardare o prevenire la progressione del cancro alla prostata è un “effetto immunomodulatore”, cioè la capacità che possiedono, alcuni dei loro composti bioattivi, nel regolare la risposta immunitaria nei confronti delle cellule cancerose.
Perché i funghi champignon bloccano il tumore alla prostata
I funghi champignon (o prataioli bianchi, Agaricus bisporus) contengono alcuni composti bioattivi in grado di ritardare e prevenire la progressione del tumore alla prostata determinando:
– una riduzione di una classe di cellule immunitarie pro-tumorali, chiamate cellule mieloidi soppressorie (MDSC), che sono collegate allo sviluppo e alla diffusione del cancro;
– un miglioramento della risposta immunitaria antitumorale, attivando le cellule linfocitarie T e quelle Natural Killer.
Questi due meccanismi, scoperti dai ricercatori della City of Hope, sono stati osservati in modelli murini, nei quali la somministrazione di un estratto di funghi prataioli bianchi ha dimostrato di ritardare significativamente la crescita dei tumori e ha prolungato la sopravvivenza dei topi.
“Ha anche migliorato la risposta immunitaria delle cellule linfocitarie T attraverso la riduzione dei livelli di MDSC nei modelli animali, il che significa che ha migliorato la capacità del sistema immunitario di contrastare il cancro” hanno precisato gli studiosi.
L’analisi di alcuni campioni di sangue di pazienti che hanno preso parte alla già citata sperimentazione clinica di fase 2, prelevati prima e dopo tre mesi dall’assunzione dell’integratore sperimentale a base di funghi prataioli, ha, infatti, mostrato una riduzione dei livelli di MDSC e un aumento sia delle cellule linfocitarie T che delle cellule Natural Killer dopo il trattamento, suggerendone la capacità di ripristinare la difesa immunitaria antitumorale e rallentare, parallelamente la proliferazione delle cellule cancerose.
Secondo gli studiosi, ad avere un ruolo significativo nell’attività immunomodulatoria è il β-glucano, un polisaccaride presente nella parete cellulare dei funghi.
“Ma anche proteine, lipidi e altre sostanze fitochimiche potrebbero contribuire a modificare l’immunità anti-tumorale ed esercitare effetti citotossici diretti sulle cellule neoplastiche” – hanno precisato gli autori dello studio, “evidenziando inoltre, l’importanza di una guida sanitaria professionale per garantire la sicurezza ed evitare di auto-prescrivere integratori senza consultare un medico”.
“Alcune persone acquistano prodotti a base di funghi o estratti online, ma questi non sono approvati dalle agenzie che si occupano di regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, come la FDA degli Stati Uniti – ha aggiunto il Dr. Xiaoqiang Wang, ricercatore del team della City of Hope e primo autore dello studio – . Sebbene la nostra ricerca abbia ottenuto risultati iniziali molto incoraggianti, lo studio è ancora in corso. Detto questo, non farebbe male se le persone volessero aggiungere più funghi prataioli bianchi freschi alla loro dieta quotidiana”.
“Alimenti e salute” nel pensiero della D.ssa Halyna Malestka, psicopedagogista italoucraina
“In questo articolo ci leggo uno straordinario viaggio tra i sapori e i segreti della salute che l’uva rossa e i funghi champignon ci regalano! È emozionante vedere come la scienza continui a rivelare il potenziale curativo e preventivo nascosto negli alimenti, avvicinandoci sempre più a una medicina che nasce direttamente dalla nostra tavola.
Il resveratrolo dell’uva rossa e il β-glucano dei funghi champignon ci ricordano che la natura è una fonte inesauribile di risorse per combattere l’infiammazione, lo stress ossidativo e le mutazioni cellulari che possono favorire lo sviluppo di tumori. Questi alimenti ci insegnano a considerare il cibo non solo come un piacere per il palato, ma come una vera e propria medicina per il corpo e per l’anima.
Ricordiamoci che il nostro corpo è un tempio, e ciò che vi introduciamo può rafforzarne le fondamenta oppure indebolirle pesantemente. Contrastare l’obesità, limitare il fumo e l’alcol, ridurre il consumo di zuccheri raffinati, grassi animali e latticini, e all’opposto favorire una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e alimenti ricchi di antiossidanti, come tè verde, insalate a foglia verde e pomodoro – scrigni di licopene e polifenoli – non sono unicamente gesti pratici, ma azioni scientifiche che fanno bene sia al corpo che alla mente. E ora, con l’aggiunta dell’uva e dei funghi, questa strategia diventa ancora più vincente, capace di infondere un senso di controllo positivo sul proprio benessere. Una scelta, quindi, che merita di essere abbracciata con grande entusiasmo.
La salute è un viaggio, e il cibo è uno dei compagni più potenti lungo questo percorso. Preparare una ricetta che combini uva e funghi, ad esempio, può trasformarsi in un rituale gioioso, un’occasione per ricordarci che ogni pasto è un’opportunità per scegliere la Vita.
Immaginiamo quindi una ricetta festiva che celebri questi superfood: una deliziosa insalata riccia con uva rossa e funghi champignon, un contorno fresco e raffinato, perfetto per ogni tipo di secondo. Perché non arricchirla con gherigli di noci e chicchi di melograno, regalando un’esplosione di colori e sapori che, come sappiamo, non possono mai mancare a tavola? Il tutto condito con una citronette dorata a base di olio extravergine d’oliva, succo di limone, un pizzico di curcuma, pepe rosa in grani, un tocco di sale e qualche fogliolina di origano per un gusto più ricco. Un piatto semplice, ma pieno di significato e sapore, simbolo perfetto di una fusione tra piacere e benessere … un’acquolina in bocca, solo a pensarci!
Con l’augurio che queste scoperte scientifiche possano tracciare il cammino di molti, e che i sapori di uva rossa e champignon ci ricordino che la natura non è solo una risorsa, ma anche un alleato prezioso e generoso nella nostra ricerca di benessere.
Concludo con una nota speziata di sottobosco, arricchita dal profumo di terra baciata dalla rugiada e da frutti maturi. E mentre alziamo già i calici di sidro, brindiamo non solo alla Salute, ma al futuro e alla bellezza che ogni giorno la vita ci regala. O, come si dice nella mia terra natia d’Ucraina: “На здоров’я!” – “Alla salute, alla vita e ai miracoli quotidiani che ci attendono!”
Articoli sulla prevenzione oncologica alimentare
Gli alimenti che ti proteggono dal cancro al seno – Oncolife
https://www.oncolife.it/nutrizione-ed-integrazione/gli-alimenti-ti-proteggono-dal-cancro-al-seno/
La Forza dei Colori: immunoterapia oncologica e scelte alimentari – Oncolife
Pazienti oncologici, un aiuto importante arriva da una nutrizione personalizzata – Oncolife
Fonti
https://le.ac.uk/news/2024/november/karen-brown (trial clinico uva rossa anticancro)
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11467013/ (articolo funghi champignon anticancro)
