Novità dalla ricerca

Tumore al seno: un nuovo test genetico per individuare la malattia e evitare la chemioterapia

Tumore al seno: un nuovo test genetico per individuare la malattia e evitare la chemioterapia

Secondo un recente studio molte pazienti con un tumore alla mammella in fase iniziale potranno evitare la chemioterapia senza compromissioni per la prognosi.

Storicamente, il trattamento del carcinoma mammario in fase precoce è stato aggressivo, ha spiegato il Dottor Carlos H. Barcenas, sottoponendo molte pazienti allo Stadio I e successivi alla chemioterapia.

Fortunatamente, nell’ultimo decennio sono stati fatti grandi passi in avanti nel mondo della ricerca e della prevenzione del cancro al seno, strutturando interventi meno invasivi.

“Dopo anni di ricerca è emerso chiaramente che stavamo sovra-trattando le donne colpite da cancro al seno, specialmente quelle nello stadio iniziale della malattia. Oltre agli effetti collaterali della chemioterapia, infatti, c’erano anche complicazioni a lungo termine per le donne sopravvissute” ha affermato Barcenas, autore dello studio.

Il contesto

Nel 2015, grazie al test multi-gene 21-gene RS è stato possibile cambiare questa pratica. Infatti, ha reso possibile l’individuazione precoce del cancro alla mammella in tutte quelle pazienti allo stadio iniziale, risparmiando loro il trattamento chemioterapico.

Il 21-gene RS è un test che analizza un gruppo di 21 geni in grado di influenzare il comportamento del tumore e la sua risposta alla terapia. La risposta genera un punteggio da 0 a 100 e in questo studio, le pazienti che avevano totalizzato un punteggio basso, pari o inferiore a 11, venivano considerate a basso rischio di ricorrenza.

La Ricerca

Tali risultati forniscono a Barcenas ulteriori informazioni per discutere i benefici della chemioterapia nei pazienti affetti da cancro al seno in fase iniziale se il loro punteggio RS fosse tra 11 e 25.

“Questo studio si è evoluto dalla frustrazione dei miei pazienti ai quali non potevo fornire una risposta definitiva alla loro domanda fondamentale: Ho bisogno di una chemioterapia? Sono state dunque raccolte informazioni sul modo migliore per prendersi cura di queste donne con un punteggio intermedio di ricorrenza del rischio “, ha dichiarato Barcenas.

I Risultati

Barcenas e i suoi colleghi hanno utilizzato gli stessi punteggi di RS della precedente ricerca, scoprendo che quelli con RS di 11-25 avevano un tasso di sopravvivenza invasiva senza malattia (IDFS) a cinque anni del 92,6%, indipendentemente dal fatto che i pazienti avessero ricevuto la chemioterapia o meno.

Conclusioni

Lo studio, pubblicato nella rivista CANCER , nonostante abbia una serie di limitazioni, come ha affermato Barcenas, potrebbe servire come spunto di discussione tra medici e pazienti affinché un giorno le donne con punteggi intermedi possano essere in grado di evitare la chemioterapia come standard di cura.

Fonte:

https://www.mdanderson.org/newsroom/2017/02/more-patients-with-early-stage-breast-cancer-may-be-able-to-avoi.html

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/cncr.30618/abstract

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