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Intervista a Luca Sirri: fenomeno nello sport, campione nella vita – 2^ parte

Con la collaborazione, nell’intervista e nel commento, della psicopedagogista Gaia Maletska

Dopo la guarigione, quali sono le situazioni piccole o grandi che apprezzi con uno spirito nuovo?

Il tempo che passo con la mia famiglia, coi miei figli e coi miei genitori. Ma anche i momenti spensierati con gli amici e quelli impegnati quotidianamente coi colleghi di lavoro, coi gesti di alleanza e affetto che si possono creare con loro al di fuori e tra noi all’interno del nucleo familiare

 

Luca, in questo momento hai il potere di risolvere 3 problemi sanitari: da quali inizieresti oggi stesso?

Grazie alla ricerca vorrei trovare la soluzione definitiva alle malattie più invalidanti tra cui il cancro, poi il supporto alle malattie mentali e infine trovare il modo di uscire dai problemi legati all’alcol, al tabacco e ai videogiochi, quindi alle dipendenze in generale

 

Sport e alimentazione: quanto sono importanti per prevenire e curare concretamente un tumore? 

Questi 2 stili di vita devono viaggiare insieme perché sono entrambi fondamentali, So che ci sono alimenti protettivi contro i tumori come il pesce, la frutta e la verdura, cibi molto ricchi di vitamine. Consiglierei quindi, la dieta mediterranea con la sua grande varietà di pietanze e il cercare di non eccedere con la carne rossa e con quelle affumicate. In questo modo penso che si possano prevenire i tumori ma anche altre gravi patologie come infarto e ictus. Dieta equilibrata, pasti regolari e stile di vita sano unite a parecchio movimento, non necessariamente sport agonistico. Anche nostro figlio Jonathan, sedicenne, segue una sua dieta in quanto fa calcio e i sanitari della società lo seguono anche da questo punto di vista. Noi spesso ci uniformiamo al suo regime alimentare quasi fossimo ancora sportivi come lui

 

Tra fede, famiglia e forza di volontà quali ti sono serviti di più  per vincere la battaglia e la paura contro il cancro?

In ordine di importanza: famiglia, fede e forza di volontà. Sono sempre stato credente anche se non molto praticante ma nel momento della malattia ho fatto un percorso personale di fede aiutato anche da persone della chiesa che mi sono state vicino come ad esempio il parroco di S. Rocco che, da ragazzo, incontravo ogni tanto e mi dava le giuste “pillole spirituali”. Questo succede anche ora che si è trasferito vicino a casa nostra, quasi un filo invisibile che ci unisce e ci rinforza.

 

Alcuni personaggi pubblici si potrebbero unire per finanziare, in particolare, borse di studio per giovani ricercatori nel campo dell’oncologia?

È importante creare iniziative, possibilmente collettive, con lo scopo o di aiutare o mantenere determinati studi di ricerca o borse di studio. Mi vengono in mente gli USA for Africa che hanno inciso, negli anni ’80, un disco per raccogliere fondi con lo scopo di aiutare economicamente le popolazioni dell’Eritrea colpite duramente dalla carestia, altro problema globale accanto a quello delle patologie tumorali. Alle volte si sentono tante parole sulla prevenzione ma pochi fatti concreti. Bisogna invertire e compiere più fatti rispetto alle sole parole, come ad esempio creare un gruppo di romagnoli ex pallavolisti, o in generale sportivi di questa terra, che si uniscano con la finalità di promuovere iniziative di solidarietà e raccogliere finanziamenti per sconfiggere il cancro

 

In questi ultimi anni si sta studiando la reversione del tumore in quanto si è capito che ci sono dei momenti dello sviluppo – in particolare durante l’embriogenesi – in cui il cancro non può attecchire. Estratti di uova di pesce somministrati come integratori in rigorosi trial clinici in doppio cieco e con placebo, si è visto che collaborano con le altre strategie terapeutiche a  rieducare le cellule facendole tornare benigne. Tu cosa ne pensi di questi sviluppi della ricerca?

Tutte quelle che sono le nuove frontiere della ricerca vanno esplorate utilizzando bene i fondi pubblici e privati in modo da sovvenzionare gruppi di sperimentatori con menti aperte che portino avanti soluzioni innovative mediante studi seri ed approfonditi

 

Tu che ora ci lavori dentro, cosa pensi del nostro Sistema Sanitario Nazionale?

Io penso che il la nostra Sanità non abbia nulla da invidiare a quella dei paesi esteri, in quanto le sue strutture sono moderne e  gli operatori sono a disposizione dei pazienti, e per qualsiasi problema sanitario cercano di aiutarti il più possibile. In Emilia-Romagna, dove vivo e lavoro, è così!

 

Per te è gratificante essere a servizio del prossimo nella Pubblica Assistenza dopo che per tanto tempo sei stato a servizio di te stesso e della squadra per cui giocavi?

Essere a disposizione degli altri è fondamentale perchè mi ripaga dei sacrifici che ho fatto o che sto facendo tuttora. Vedere persone sole e essere a loro di supporto anche soltanto per ascoltarli quando hanno voglia di raccontarti i loro problemi, tutto ciò ti gratifica di tutti gli sforzi che stai facendo. Con qualche paziente sono rimasto in buoni rapporti anche dopo l’emergenza e così si è creata una bella amicizia. Ogni tanto ci si sente o quando si vanno a fare le visite oncologiche ci si ritrova e ci si dà forza come quella che ho ricevuto io da altri quando ero malato, momenti in  cui ci si dava speranza l’un con l’altro, in modo gratuito e spontaneo

Dopo aver letto l’ultima frase del tuo libro “Schiaccia la paura – la sfida di Luca Sirri” scritto in collaborazione con Elisabetta Mazzeo, qual è il pensiero e qual è la proposta pratica che ti sono rimasti dentro e ti ispirano?

Il mio proposito è di dare speranza a coloro che attraversano un momento difficile, creando come una squadra per affrontare la malattia e, come è successo a me, schiacciare la paura. In concreto, mi viene in mente la prefazione molto toccante di Sabrina Villa, una bravissima ragazza e una persona stupenda. Quando l’ho conosciuta sembrava che ci conoscessimo da anni per come siamo subito entrati in sintonia. Purtroppo però è scomparsa per un infarto improvviso ma mi resta dentro il suo ricordo intenso ed è anche per lei che faccio tutto questo.

 

Una freccia può essere scagliata solo se prima viene tirata indietro. Sei d’accordo se diciamo che la vita, con le sue difficoltà, forse ti ha preparato a lanciarti verso qualcosa di grande e straordinario?

Assieme ad Elisabetta Mazzeo ho scritto un libro “Schiaccia la paura” con cui ho segnato il mio punto decisivo, quello vincente. È  stato anche un modo di dare speranza alle persone che stanno attraversando, purtroppo, questo brutto male. E dopo la malattia, dentro di me era tanta la voglia di aiutare gli altri e stare al fianco delle persone in difficoltà che ho deciso di impegnarmi come autista di ambulanza nella Pubblica Assistenza sanitaria di Ravenna. Solo il fatto di ricevere un sorriso o una stretta di mano, ogni volta mi sento di avere già vinto!

 

Il pensiero, ricco di empatia, della nostra psicopedagogista Gaia Maletska

La storia di Luca non è solo un’intervista, ma un dono: ci porta dentro a un vissuto che sa toccare le corde più profonde dell’animo umano, trasformando la cronaca di una malattia in una lezione di vita, di coraggio e di speranza.

Il vissuto che ci portiamo dentro è una delle eredità più preziose che possediamo. Non è un semplice bagaglio, ma un intreccio di emozioni, cadute e rinascite che ci definisce e ci rende unici. Raccontarlo non significa soltanto ricordare, ma dare senso a ciò che abbiamo attraversato. È il modo per riconoscere che anche il dolore, la fragilità e le ferite fanno parte di un patrimonio dal valore inestimabile, che ci appartiene e che possiamo trasformare in forza da condividere con gli altri.

La vita non è mai tutta bianca o tutta nera: sono le sfumature a renderla vera e intensa. Non sempre possiamo cambiare ciò che ci accade, ma possiamo sempre decidere come affrontarlo. Possiamo scegliere se lasciarci schiacciare dal macigno o se trasformarlo in energia nuova, decidere di non farci dominare dalla paura o dalla frustrazione ma di reagire con dignità, coraggio e speranza.

In ogni difficoltà si nasconde un’opportunità, un filo d’oro sottile che solo l’amore e la capacità di donarsi agli altri rendono visibile. Ed è questo che colpisce della storia di Luca, da campione di pallavolo, dopo aver affrontato la malattia, ha deciso di rimettersi in gioco non più solo sul campo, ma come autista di ambulanza nella Pubblica Assistenza sanitaria di Ravenna. Un impegno che vale quanto un trofeo, perché è fatto di umanità concreta.

Grazie a Luca comprendiamo che la vera partita non si gioca soltanto sui campi o nelle corsie di un ospedale, ma ogni volta che scegliamo di restare umani, di tendere una mano, di restituire agli altri il sorriso che la vita ci ha regalato.

La sua storia ha tante sfumature e custodisce molte opportunità, tutte da scoprire. Ma una cosa è certa: dopo essere stato campione nello sport è diventato campione nella vita, dimostrando che ogni gesto di amore e di solidarietà – anche il più semplice, come un sorriso o una stretta di mano – può essere veramente la più straordinaria delle vittorie!

https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/video/2024/05/la-storia-di-luca-sirri-dalla-sfida-sottorete-alla-sfida-contro-un-tumore-3cd05e61-2ea8-4629-8414-67bbf631a1c7.html

https://www.bertonieditore.com/shop/it/libri/1023-schiaccia-la-paura-la-sfida-di-luca-sirri.html

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