Al Policlinico Gemelli di Roma, un paziente con sospetto tumore del polmone è stato diagnosticato e operato nell’arco di una sola mattinata, grazie ad un percorso clinico integrato e mini-invasivo realizzato con un’unica anestesia.
L’intervento innovativo ha combinato biopsia in corso di broncoscopia robotica con sistema ION in sala ibrida, e resezione chirurgica robotica immediata. In seguito all’esame citologico, il paziente è stato trasferito direttamente in sala operatoria per la resezione chirurgica, evitando ulteriori attese e passaggi diagnostici.
Questo risultato rappresenta un primato nazionale ed un nuovo modello di cura basato su rapidità decisionale, multidisciplinarietà e centralità del paziente.
Dal sospetto al trattamento in tempo reale
Da 0 a 100 in 10 secondi è la classica “metrica” di eccellenza delle auto da corsa, ma traslata al mondo della sanità può aiutare a definire la bontà e la rapidità dei percorsi clinici, dalla diagnosi alla terapia.
Al Policlinico Gemelli, nel mese di Dicembre un paziente è stato sottoposto ad un intervento mini-invasivo per tumore del polmone. Un intervento di routine in un grande ospedale. Ma la peculiarità è che, in questo caso, dalla diagnosi all’intervento sono passate appena 4 ore.
Merito di un grande lavoro di squadra e dell’innovazione tecnologica, che ha portato alla procedura combinata di broncoscopia robotica ION e resezione polmonare in singola anestesia.
“Si tratta non solo di un “first” nazionale, ma di un passaggio paradigmatico nella direzione di una medicina realmente integrata, precoce, mini-invasiva, orientata alla precisione e alla risoluzione rapida del sospetto oncologico – commenta il Prof. Stefano Margaritora, Ordinario di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore della UOC di Chirurgia Toracica di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
La sfida dei noduli polmonari periferici
Fino ad oggi i noduli polmonari periferici, soprattutto se parzialmente solidi, risultavano impossibili da rilevare mediante biopsia; questi pazienti venivano dunque seguiti con delle TAC di controllo ripetute ogni 3-6 mesi e, solo quando il nodulo cresceva, veniva asportato. Non è corretto neanche indicare da subito l’operazione chirurgica come essenziale perché, in realtà, nel 40% dei casi queste microscopiche formazioni periferiche non sono tumori.”.
Tecnologia all’avanguardia per noduli difficili
“La rivoluzione è arrivata dalla pneumologia interventistica, e precisamente dall’Ion Endoluminal System™. Si tratta di una piattaforma robotica broncoscopica che permette di eseguire contemporaneamente la biopsia e la “marcatura” – indispensabili per la localizzazione intraoperatoria di piccoli noduli periferici – spiega il Prof. Rocco Trisolini, docente Associato di Malattie dell’Apparato respiratorio all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore della UOC di Pneumologia interventistica di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
“L’intervento viene eseguito in “sala ibrida”, dove cioè sia la navigazione che la biopsia endoscopica possono essere guidate dalla ricostruzione 3D di una TAC effettuata in contemporanea. Dunque, soprattutto nei pazienti a rischio, anziché seguire l’evoluzione della crescita del nodulo possiamo proporre subito di eseguire una biopsia con questa metodica innovativa”.
L’ulteriore rivoluzione, che è un capolavoro di organizzazione multidisciplinare, consiste dunque nella possibilità di effettuare in “tempo unico” la biopsia robotica in sala ibrida con ION e, qualora questa risulti positiva – fondamentale il lavoro del team dell’anatomia patologica, con la citologia effettuata “a fresco” dalla D.ssa Alessandra Cancellieri -, di portare direttamente il paziente in sala operatoria per eseguire l’intervento in anestesia generale.
Diagnosi e intervento immediato per i pazienti a rischio
“Nei pazienti a rischio, anziché seguire l’evoluzione del nodulo nel tempo, è così possibile proporre subito un accertamento diagnostico mirato. In caso di diagnosi positiva, l’intervento chirurgico viene eseguito immediatamente.
Trattandosi di piccoli noduli periferici si può eseguire una resezione sublobare mini-invasiva, un intervento semplice e rapido da effettuare, o con il robot Da Vinci o in toracoscopia uniportale – VATS, Video Assisted Thoracic Surgery –”, spiega la Prof.ssa Elisa Meacci, docente Associato di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Responsabile della UOS di Chirurgia mininvasiva di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, che ha in questo caso effettuato l’intervento.
Un modello di medicina integrata al Gemelli
“Questo approccio innovativo – conclude il Prof. Margaritora – dalla biopsia in broncoscopia robotica in sala ibrida alla resezione segmentaria immediata in sala operatoria, incarna pienamente i valori e la visione del Gemelli: tecnologia avanzata, diagnosi precoce, appropriatezza clinica, cura centrata sulla persona e lavoro interdisciplinare”.
“Questa esperienza – conclude il Prof Trisolini – dimostra che non è il numero delle indagini a determinare la qualità, ma la capacità di costruire percorsi innovativi e risolutivi, in cui la sinergia tra competenze consente di passare dal sospetto diagnostico al trattamento in poche ore, con massimo beneficio per la salute del paziente e minima invasività intraoperatoria”.
Articoli su diagnosi e terapia del tumore al polmone
Tumore del polmone: combinazione tra chirurgia e nuovi farmaci per ridurre la mortalità – Oncolife
Tumore al polmone: una nuova scoperta per combattere la malattia – Oncolife
Tumore al polmone: individuare in anticipo la terapia giusta – Oncolife
Fonti
https://www.agi.it/scienza/news/2025-12-23/tumore-polmone-gemelli-record-34762182/
https://www.fortuneita.com/2025/12/22/tumore-polmone-intervento-gemelli-4-ore/
